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  • Sierra Leone – Piogge, inondazioni, dispersi, morti: Don Bosco Fambul ospiterà i minori bisognosi
    Sierra Leone – Piogge, inondazioni, dispersi, morti: Don Bosco Fambul ospiterà i minori bisognosi

    (ANS –Freetown) – Freetown, la Capitale della Sierra Leone, si trova tra le montagne e il mare, in un paese con il più alto tasso di precipitazioni annue dell’intero Continente. La stagione delle piogge sulla capitale della Sierra Leone è molto lunga e quindi non sorprende che la città sia abituata alle inondazioni. Ma le piogge che hanno colpito la città lunedì 14 agosto hanno causato quasi 400 morti, centinaia di persone disperse, morte e desolazione ovunque. Cosa fanno, in questa situazione, i Salesiani? Sono tra i primi a rispondere e, come in occasione dell’epidemia di Ebola, s’impegnano ad assistere i bambini colpiti.

    Le intense piogge cadute recentemente in Sierra Leone sono la causa della valanga verificatasi sul monte “Sugar Loaf” (Pan di Zucchero), nel distretto di Regent, alla periferia della capitale Freetown. Lo scivolamento è avvenuto alle 6 del mattino, quando la maggior parte delle vittime stava ancora dormendo, pertanto il disastro ha registrato una maggiore incidenza, tanto che minime risultano le probabilità di trovare sopravvissuti.

    Circa 400 i cadaveri recuperati, oltre 600 i dispersi ed oltre 3.000 le persone in varia maniera danneggiate dalle inondazioni. Ancora una volta, come durante l’epidemia di Ebola e poi a seguito dell’incendio della baraccopoli “Angola Town”, i Salesiani si sono messi in moto. Attraverso l’opera “Don Bosco Fambul”, su richiesta del Governo, accolgono bambini che hanno perso i propri familiari o semplicemente non hanno un posto dove andare a dormire.

    “La situazione attualmente è nel caos più totale. La Sierra Leone non è pronta per queste emergenze e il governo è sopraffatto dalle necessità. C’è appena qualche macchina per rimuovere la terra, così i compiti di soccorso vengono fatti a mano” racconta don Jorge Crisafulli, Salesiano, Direttore di Don Bosco Fambul.

    “Ho visitato gli ospedali e non sappiamo quanti bambini stiano in cura e quanti siano rimasti soli – prosegue il Salesiano –. Andrò sul posto della valanga per vedere se ci sono bambini smarriti o privi di riferimenti familiari”.

    “In pochi giorni avremo una prospettiva più chiara su tutto quello che servirà, ma sin da ora è chiaro che c’è bisogno di farmaci, abbigliamento e cibo. Queste sono le necessità di base per prendersi cura dei bambini in questa prima fase di emergenza” conclude don Crisafulli.

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    • RMG – Incontro dei Segretari Ispettoriali
      RMG – Incontro dei Segretari Ispettoriali

      (ANS – Roma) – Tra le principali figure che accompagnano gli Ispettori nel loro servizio di animazione e governo c’è quella del Segretario Ispettoriale. Per approfondire meglio il suo ruolo e il contributo specifico alla vita delle Ispettorie e Visitatorie salesiane è in corso in questi giorni, presso la Casa Generalizia, l’Incontro dei Segretari Ispettoriali.

      L’appuntamento, aperto ufficialmente oggi, 17 agosto, proseguirà fino a sabato 26. A questo primo turno, dedicato ai Segretari che parlano la lingua italiana, ne seguirà un secondo, in programma dal 14 al 23 settembre, riservato ai Segretari anglofoni.

      L’idea di una simile iniziativa è nata durante la sessione intermedia autunnale 2016 del Consiglio Generale. “Questo incontro – ha spiegato nell’introduzione dei lavori don Stefano Vanoli, Segretario del Consiglio Generale – è finalizzato ad approfondire l’apporto che può essere dato dal Segretario ispettoriale nell’azione di governo dell’Ispettoria, specialmente in riferimento alla consistenza delle comunità, alla disciplina religiosa…”.

      All’incontro partecipano 50 Segretari Ispettoriali, provenienti da 5 regioni della Congregazione (Mediterranea, Europa Centro e Nord, Africa-Madagascar, Interamerica e America Cono Sud). Come relatori durante le giornate intervengono, oltre al già citato don Vanoli, don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore; don Pier Fausto Frisoli, Procuratore Generale; don David Albornoz, Vicario dell’Ispettoria del Cile e suor Annunziata Remossi, delle Oblate di Maria Vergine di Fatima, della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

      Articolato su due sessioni mattutine e due pomeridiane, l’incontro intende offrire una migliore conoscenza ed applicazione della prassi amministrativa e canonica della Congregazione, alla luce del Codice di Diritto Canonico e del Diritto proprio salesiano, a partire da quanto contemplato nel volume “Elementi giuridici”.

      La metodologia di lavoro prevede anche tempi di lavoro pratico-operativo, attraverso dei laboratori su argomenti specifici, come gli atti amministrativi singolari o il nuovo database per la gestione anagrafica.

      Non mancheranno, ovviamente, i tempi per la meditazione, la fraternità e la condivisione comunitaria. Prevista, infine, anche un’uscita culturale presso il monastero benedettino di Subiaco.

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      • India – In gioco per la causa dei migranti
        India – In gioco per la causa dei migranti

        (ANS – Nuova Delhi) – Un recente censimento ha stimato che in India sono circa 450 milioni le persone migrate dai luoghi d’origine verso i centri urbani. I migranti non sono sempre i benvenuti e spesso devono lottare per ritagliarsi uno spazio nei nuovi contesti. Istituzioni come il “Bosco Enhancement Services for Tribals” (BEST – Servizio Salesiano per la Valorizzazione dei Tribali) si impegnano ad offrire formazione ai migranti, così da accrescere le loro possibilità professionali.

        Nei mesi di luglio e agosto il BEST ha organizzato per la seconda volta un torneo di Hockey esclusivamente dedicato ai migranti. Iniziato il 2 luglio, il torneo si è concluso il 6 agosto, con la finale tra l’ “Energetic Club” e il “Milizuli”, disputata alla presenza di circa 2.000 spettatori.

        “Noi adivasi (tribali) giochiamo a Hockey sin da bambini e attraverso questo torneo abbiamo la possibilità di praticare questo sport. Quando arriva il torneo non vediamo l’ora di poter giocare la domenica e allenarci sui campi da gioco” ha affermato Dileep Barla, giocatore della squadra vincitrice, il “Milizuli”, migrato dallo Stato di Jharkhand a Nuova Delhi.

        Il torneo ha previsto anche una partita specifica riservata ai “veterani” – cioè ai maggiori di 40 anni – e ha coinvolto giocatori originari degli Stati di Jharkhand, Chattisgarh e Odisha, oggi residenti a Nuova Delhi.

        La competizione è stata coordinata da don Nobert Xalxo, Direttore del BEST, che ha contattato diversi leader tribali affinché formassero e iscrivessero delle squadre al torneo. Durante lo svolgimento sono stati individuati anche alcuni ragazzi e giovani idonei per i programmi del BEST, che verranno ora formati e avviati al lavoro attraverso i progetti dell’istituzione salesiana.

        “Il primo obiettivo del torneo è identificare i giovani da poter aiutare affinché trovino un posto di lavoro; inoltre cerchiamo di far sì che i ragazzi si conoscano e interagiscano tra loro. Lavorano tutta la settimana, così quando la domenica giocano possono rilassarsi e socializzare” ha spiegato don Xalxo.

        “Ci sono due tipi di migranti. Quelli che si spostano per studiare e quelli che lo fanno per lavorare. Noi ci concentriamo su coloro che lo fanno per lavorare – tendenzialmente i più bisognosi. Li formiamo e li aiutiamo a trovare un’attività lavorativa. Dalla prima edizione del torneo abbiamo avviato al lavoro già 30 giovani” conclude il salesiano.

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        • Cuba – “Felici con Don Bosco”: un campo per riaffermare che... “Siamo Famiglia!”
          Cuba – “Felici con Don Bosco”: un campo per riaffermare che... “Siamo Famiglia!”

          (ANS – L’Avana) – Si è conclusa con unanime soddisfazione l’esperienza di “Felici con Don Bosco”, un campo estivo che dall’8 al 13 agosto ha radunato presso la casa di spiritualità delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Peñalver, L’Avana, 212 giovani cubani, dominicani e portoricani. L’evento ha riaffermato con gioia il messaggio della Strenna del Rettor Maggiore per il 2017, “Siamo Famiglia!”, nella felice ricorrenza dei 100 anni di presenza salesiana nel paese.

          Dall’arrivo all’aeroporto, e fino agli ultimi minuti prima dell’arrivederci, nell’incontro di diverse culture si è vissuto un clima di fraternità e di spiritualità giovanile tra tutti i partecipanti.

          L’ambiente antico e affascinante di “L’Avana Vecchia” è stato testimone, durante la prima giornata, di un lungo percorso attraverso i siti storici della città e fino alla località costiera di Varadero, con 22 km di spiagge affacciate su un mare di ineguagliabile bellezza.

          Tra le cose più belle e profonde è annoverato l’accompagnamento di tutti all’ordinazione sacerdotale del salesiano Carlos Luis Fernández Hernández, presso la parrocchia “San Giovanni Bosco” del quartiere “La Víbora”.

          “Dio riesce sempre a sorprenderci. Prima di questa esperienza pensavo di aver visto tutto, quanto ad attività di Pastorale Giovanile, ma ‘Felici con Don Bosco’ mi ha fatto cambiare idea. Sono grata a Dio, alla Vergine e a Don Bosco” ha dichiarato l’animatrice salesiana Lilian Ramón.

          Quest’esperienza ha permesso ai giovani e ai Salesiani presenti di riflettere sulla famiglia come nucleo della fede e sull’esperienza di famiglia che si vive all’interno della spiritualità salesiana. Inoltre, ha fornito la possibilità di conoscere e condividere le diverse culture, tradizioni artistiche e gastronomiche.

          “La vita è più di un semplice raduno tra amici… – hanno manifestato i Salesiani coordinatori dell’evento – È nella vita quotidiana che i valori vanno riaffermati e vissuti. Sarà nelle loro case, nella scuola, all’oratorio e in parrocchia che questi giovani trasmetteranno la ricchezza di questo incontro. Saranno quelle le migliori occasioni per testimoniare che valeva la pena attraversare i Caraibi o l’intera isola di Cuba, affrontare notti insonni e disavventure per qualcosa di importante”.

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          • Italia – Confronto MGS 2017: inviati come protagonisti della visione, della passione e della missione di Don Bosco
            Italia – Confronto MGS 2017: inviati come protagonisti della visione, della passione e della missione di Don Bosco

            (ANS – Castelnuovo Don Bosco) – Ricaricarsi dello spirito di Don Bosco per poi trasmetterlo ai proprio coetanei: è l’esperienza vissuta in questi giorni d’estate da circa 250 giovani animatori del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) d’Europa e del Medio Oriente, nell’ambito del “Confronto MGS 2017”. In occasione del 202° compleanno del Santo dei Giovani, oggi, 16 agosto, si sono svolti gli atti conclusivi dell’appuntamento e la ricollocazione della reliquia di Don Bosco presso la basilica del Colle Don Bosco.

            di Gian Francesco Romano

            Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, sta accompagnando i ragazzi del “Confronto” da domenica 13, in occasione della loro visita a Valdocco e ai luoghi di Don Bosco nella città di Torino. A lui si è unita dal giorno seguente Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), che li ha accompagnati a Mornese e sui luoghi di Madre Mazzarello.

            Nella mattinata del 15 agosto, Solennità dell’Assunzione di Maria, i 250 animatori del MGS hanno realizzato una passeggiata, nello stile di Don Bosco, presso Castelnuovo, Morialdo e Colle Don Bosco. Quindi, nel pomeriggio, hanno dialogato con Don Á.F. Artime e Madre Reungoat, ricevendo da loro l’invito a collaborare sempre più attivamente alla missione salesiana, impegnandosi ad affiancare i religiosi consacrati e a ricercare ed evangelizzare i giovani più bisognosi e lontani.

            In serata, infine, hanno dato inizio ad una veglia eucaristica, animata per tutta la notte dalle varie delegazioni nazionali del MGS e terminata solo il mattino seguente.

            Dopo un lavoro per gruppi da parte delle diverse delegazioni nazionali, al mattino dell’ultimo giorno del “Confronto”, oggi, 16 agosto, i responsabili dello “Small Team SYM Europe” – équipe di coordinamento del MGS europeo – hanno elaborato un documento destinato a sintetizzare l’impegno futuro dei giovani animatori salesiani. Il testo:

            Siamo convinti che Dio ha convocato ciascuno di noi a questo Confronto 2017 del MGS Europa e Medio Oriente.

            Provenienti da differenti culture, abbiamo qui sperimentato lo spirito di famiglia, di gioia, di preghiera e di riflessione.

            Da questo Confronto sentiamo di essere inviati come protagonisti della visione, della passione e della missione di Don Bosco per vivere il nostro progetto di vita nel mondo di oggi.

            C’impegniamo a raggiungere gli altri giovani, specialmente quelli più bisognosi.

            Non abbiamo paura, perché Dio resta sempre con noi! Il nostro viaggio inizia proprio ora!”

            Il Confronto MGS 2017 si è concluso con la solenne Eucaristia presieduta dal Rettor Maggiore presso la Basilica del Colle Don Bosco, e con la ricollocazione della reliquia del Santo dei Giovani trafugata e ritrovata nello scorso mese di giugno, alla presenza delle varie autorità civili e militari che hanno collaborato al recupero.

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            • ICP
            • Don Bosco
            • Rettor Maggiore
            • Yvonne Reungoat
            • Ángel Fernández Artime
            • MGS Movimento Giovanile Salesiano
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            • Etiopia – Ai confini del nulla
              Foto: Mondo e Missione

              (ANS – Pugnido) – Don Giorgio Pontiggia, 74 anni, missionario salesiano, vive da 27 anni a Pugnido, un villaggio di ottomila abitanti, a un centinaio di chilometri da Gambela, in Etiopia.

              “Quando sono arrivato undici anni fa – ricorda abba Giorgio – ho trovato una quarantina di cattolici. Dopo circa un anno, ho ricominciato ad amministrare i battesimi. Un po’ alla volta, con una situazione di relativa calma e per le molte attività create in parrocchia e attorno ad essa, la vita della comunità cattolica è ripresa con vivacità. Quest’anno, nella notte di Pasqua, abbiamo raggiunto la cifra di 7.569 battesimi”.

              Grazie anche all’arrivo di don Filippo Perin tre anni fa, e al sostegno di Missioni Don Bosco, la parrocchia salesiana di Pugnido ha conosciuto un grande sviluppo. Oggi, oltre alla chiesa e alla casa parrocchiale, ci sono undici cappelle in fango e lamiera sparse sul territorio circostante. Nella remota regione dell’Etiopia, dove la gente vive con poco più di niente, il confronto dei due salesiani è con povertà, razzie e campi profughi, ma anche con l’entusiasmo dei giovani.

              Abba Giorgio ha passato una vita negli oratori, tra Sesto San Giovanni nel milanese e Chiari nel bresciano; ha ritrovato la vivacità del mondo giovanile in Etiopia, dove è partito salesiano a 47 anni, dopo lunghe parentesi in una scuola per ragazzi disabili e come Maestro dei novizi. Prima a Dilla, nel Sud del Paese, poi a Pugnido.

              “Sono loro i protagonisti della missione – dice convinto -. Hanno una forza ed un entusiasmo incredibili, trasmettono gioia e voglia di vivere. Non solo i più piccoli. Anche quando crescono, continuano spesso a frequentare il nostro oratorio, partecipano alle messe, vivono con noi. E anche quando si trasferiscono altrove, tornano sempre a trovarci. Questi giovani sono una grande speranza per il futuro”.

              Fonte: Mondo e Missione

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              • Francia – Progetto Europa, l’esperienza di un missionario: “Mi sono sentito aspettato, accolto e accompagnato”
                Francia – Progetto Europa, l’esperienza di un missionario: “Mi sono sentito aspettato, accolto e accompagnato”

                (ANS – Argenteuil) – Don Christian Tshala Wika, originario di Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo, è oggi Direttore dell’opera salesiana ad Argenteuil, in Francia, non lontano da Parigi. Ecco la sua testimonianza:

                Dopo la formazione ricevuta con i missionari della 144ª spedizione (Roma-Torino 2013), sono arrivato al “mare” della missione con le reali difficoltà di trovare il mio spazio e il senso della mia presenza. È stato un periodo importante per mettere alla prova la mia vocazione salesiana.

                Il terzo incontro dei missionari del Progetto Europa a Monaco di Baviera (2016) - il primo a cui ho partecipato dopo la prima formazione ricevuta a Roma - mi ha doppiamente colpito. In primo luogo, mi sono accorto che sto veramente partecipando ad un “Progetto” che supera i miei programmi e le mie aspirazioni personali, un progetto che ha la sua origine nello Spirito Santo e che già ha prodotto molti frutti attraverso altri confratelli che stanno rispondendo con entusiasmo.

                Inoltre, a Monaco di Baviera si è sottolineato il fatto che, rispetto alle Ispettorie che ci accolgono, il Progetto Europa non è un progetto aggiunto o parallelo, ma un rinnovamento del carisma salesiano "con" i confratelli ai quali ci affianchiamo, è un progetto per costruire insieme a loro. Capito questo, mi sono potuto liberare della visione sbagliata che ho avuto per un po’, quella di non avere abbastanza da dare per contribuire in Francia.

                Credo che la nostra Ispettoria FRB abbia avuto la fortuna di trovare un Ispettore molto favorevole al Progetto Europa; una persona aperta, che incoraggia alla realizzazione del progetto con i propri consigli. Questo ha avuto un positivo impatto per il nostro inserimento come missionari venuti da fuori. Ci sentiamo aspettati, accolti e accompagnati.

                Per tornare alla esperienza personale, al mio arrivo, sono stato inviato presso la comunità nella quale il nuovo Provinciale era parroco e Direttore, sostituito poi dall’ex Vicario ispettoriale che è così diventato parroco e direttore della nostra squadra. Poco a poco mi ha preparato ad assumere le responsabilità per il lavoro che avrei svolto negli anni successivi.

                Il fatto che l'ex vicario provinciale - che è stato direttore della comunità e parroco - abbia consegnato a me, un africano venuto dall'estero, le redini, e sia diventato per un anno il mio vicario, prima di cambiare comunità, ha rappresentato una grande testimonianza di forza e di conversione per me stesso, ma anche una potente dimostrazione davanti alla comunità parrocchiale e ai collaboratori laici che potevano, attraverso questo segno, ammirare l’amore fraterno e la fiducia riposta su di me.

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                • Ungheria – Conclusione della Visita d’Insieme alla regione Europa Centro e Nord - Settore Est
                  Ungheria – Conclusione della Visita d’Insieme alla regione Europa Centro e Nord - Settore Est

                  (ANS – Esztergom) – Cura della spiritualità individuale, coraggio nel lasciare spazio ai laici e nel muoversi in uscita, l’intraprendenza missionaria… Sono questi alcuni temi che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime ha sviluppato sabato scorso, 12 agosto, ai Salesiani riuniti a Esztergom per la Visita d’Insieme alla regione Europa Centro Nord – Settore Est.

                  di don János Andrásfalvy, SDB

                  Nella giornata di venerdì 11 i Consiglieri Generali e i rappresentanti delle 10 Ispettorie coinvolte, invece, avevano avuto modo di confrontarsi, attraverso tre sessioni di lavoro, sul tema delle Missioni, della Comunicazione Sociale e della Famiglia Salesiana.

                  In merito al primo argomento, affrontato al mattino, don Guillermo Basañes, Consigliere Generale per le Missioni, ha parlato dell’orizzonte missionario che va sempre mantenuto ampio, per non lasciare che l’animo missionario salesiano “venga pian piano rosicchiato”, come da una malattia. Sul punto è voluto intervenire anche il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che ha sottolineato come la presenza di molte sfide pastorali nel proprio paese d’origine non possa essere una scusa per tralasciare lo slancio missionario. “Con questa mentalità i Salesiani sarebbero rimasti per sempre in Europa”, ha affermato il Rettor Maggiore.

                  Nel pomeriggio invece è stato don Filiberto González, in qualità di Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, ad introdurre i lavori. Egli ha messo in evidenza come la vera comunicazione salesiana inizi con l’autenticità della vita, con la cura della vita comunitaria e con l’animo apostolico e che, in tal modo, essa si sviluppa avendo sempre come obiettivo la “Gloria di Dio e la salvezza dei giovani”.

                  Il Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, don Eusebio Muñoz, ha infine preso la parola per promuovere la collaborazione tra i diversi rami della Famiglia Salesiana, che nella reciproca autonomia condividono la spiritualità di Don Bosco e desiderano sempre più lavorare in sinergia.

                  Nella giornata conclusiva il Rettor Maggiore ha presieduto l’Eucaristia mattutina e ha ricordato che, anche a fronte delle novità che emergono nelle diverse realtà operative, i Salesiani non devono mai dimenticare i ragazzi abbandonati e più bisognosi.

                  Successivamente, i rappresentanti delle diverse Ispettorie hanno discusso le strategie da realizzare nel prossimo futuro, e il Rettor Maggiore ha offerto la sua relazione conclusiva. Ha ringraziato l’Ispettoria ungherese per l’accoglienza, e don Tadeusz Rozmus, Consigliere regionale per l’Europa Centro e Nord; ha concluso ricordando ai Salesiani di essere coraggiosi e di tenere a mente la grande riflessione sulla Pastorale Giovanile che la Congregazione ha sviluppato e sviluppa tuttora – anche attraverso l’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma – per metterla in atto con i ragazzi più bisognosi.

                  Su ANSFlickr sono disponibili numerose foto.

                  • Ungheria
                  • UNG
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                  • Europa Centro Nord


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