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  • Australia – Inaugurazione del nuovo “Don Bosco Camp” di Safety Beach
    Australia – Inaugurazione del nuovo “Don Bosco Camp” di Safety Beach

    (ANS – Safety Beach) – Anni di progettazione e lavori si sono finalmente conclusi domenica 2 dicembre 2018, quando si sono celebrate l’inaugurazione e la benedizione dei nuovi edifici del “Don Bosco Camp” di Safety Beach, a Sud di Melbourne. Questi nuovi edifici saranno fondamentali per consentire al campo e al centro di evolvere ulteriormente la loro missione.

    La cerimonia è stata aperta ufficialmente dall’anziano capo villaggio aborigeno Shane Clarke, con un rito tradizionale durante il quale sono state bruciate foglie di tre diverse piante, rappresentanti il passato e il presente e il futuro dell’istituzione fusi insieme.

    Successivamente, i circa 200 partecipanti alla giornata di festa hanno partecipato all’Eucaristia presieduta dal Superiore dell’Ispettoria Australia-Pacifico, don Will Matthews, che nell’omelia ha ricordato quando da ragazzo giunse per la prima volta presso quell’opera, piuttosto timido e abbattuto. “Quando arrivai ero timido e solo e non sapevo cosa aspettarmi… Ma poi qui ho trascorso il periodo più bello della mia vita. Ho fatto tantissime nuovi amicizie e ho imparato così tanto da loro”.

    Terminata la Messa, che ha potuto giovarsi dell’acustica migliorata della nuova cappella, don Matthews e il suo Vicario, don Bernie Graham, hanno ringraziato tutti coloro che hanno permesso l’ammodernamento delle strutture e hanno benedetto i nuovi ambienti: oltre la cappella, anche una palestra, una sala polifunzionale, una sala conferenze e dei nuovi uffici.

    Successivamente le attività sono proseguite nel pieno stile salesiano, con musica dal vivo, giochi, laboratori di arte e artigianato e balli, tutte iniziative portate avanti dagli animatori salesiani del centro.

    “Questa è stata un’opportunità straordinaria, per tutti coloro che si sentono realmente legati al ‘Don Bosco Camp’, di partecipare e godere ancora una volta della reciproca compagnia; in questo luogo vengono creati legami che durano nel tempo” ha affermato nell’occasione il direttore laico del centro, Paul Poutney.

    La missione del “Don Bosco Camp” è, sin dal suo avvio, nel 1945, quello di offrire l’opportunità di vacanze estive ai giovani poveri. Nei suoi 70 anni di esistenza ha ampliato il bacino di utenti anche a scuole, gruppi giovanili, organizzazioni sportive e comunitarie: in questo modo è stato possibile ampliare il lavoro missionario del campo, che comprende oggi anche campi invernali, programmi di formazione alla leadership e campi vacanza per i richiedenti asilo.

    Su YouTube è disponibile anche un video che illustra la vita quotidiana al Don Bosco Camp.

    Fonte: AustraLasia

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    • India – Mons. Pallipparambil, SDB, riceve un prestigioso riconoscimento per il suo impegno nell’educazione e la salute
      Foto: The North East Today

      (ANS – Nuova Delhi) – Ieri, 9 dicembre, il salesiano mons. George Pallipparambil vescovo di Miao, nello Stato di Arunachal Pradesh, India, ha ricevuto l’ottavo Premio Internazionale per i Diritti Umani, a motivo del suo contributo nel campo dell’educazione e della salute. Ad assegnare il riconoscimento al presule salesiano, così come a diverse altre personalità, indiane e non, è stato il Consiglio indiano per i Diritti Umani, le Libertà e la Giustizia Sociale.

      Il prestigioso riconoscimento viene assegnato a quelle persone che dimostrano una capacità fuori dal comune nel mettersi al servizio dell’umanità, ed è accompagnato da un “Certificato d’Eccellenza”. La cerimonia di consegna del premio si è svolta presso il Centro di Studi Islamici di Nuova Delhi, alla presenza del Giudice emerito della Corte Suprema Kurian Joseph, e di circa 200 spettatori.

      Nel ricevere il premio, mons. Pallipparambil ha manifestato: “Spero che questo premio darà un po’ di visibilità alla mia gente, che vive nei più remoti villaggi dell’Arunachal Pradesh. È una gioia per me lavorare in questo remotissimo angolo orientale dell’India, con persone appartenenti a varie tribù. Accetto questo premio, in tutta umiltà, a nome loro”.

      Questo è il secondo, importante premio che il vescovo salesiano riceve nel 2018. Ad aprile, infatti, la ONG “Sanskriti Yuva Sanstha” lo aveva insignito del premio alla carriera “Bahrat Gaurav”, per il suo contributo nel campo dell’educazione, della salute, della cultura, dell’ambiente e dello sviluppo della popolazione dell’Arunachal Pradesh.

      Nei suoi 40 anni di servizio alla popolazione bisognosa di quello Stato indiano, mons. Pallipparambil ha istituto 46 scuole che educano un totale di 180.000 bambini tribali e poveri, 85 convitti, 17 dispensari, un ospedale, un Istituto di Educazione Superiore e un Centro di Formazione Professionale per i giovani che hanno lasciato gli studi, tutti nei più sperduti villaggi al confine con Myanmar e Cina.

      Un esempio di questo suo grande impegno è offerto dal villaggio di Neotan, abitato da 850 persone, che grazie alla scuola “Newman”, da lui fondata, registra ora un tasso di alfabetizzazione del 100%.

      Il vescovo di Miao è anche noto per aver sempre favorito la conservazione e la promozione delle culture locali, così come del creato. In un caso, promuovendo l’utilizzo e lo studio delle lingue e dei dialetti locali, il recupero delle storie dei capi tribù del passato, la riscoperta dell’artigianato tradizionale… Nell’altro, educando la popolazione, e in particolare i giovani, al valore della conservazione della flora e dalla fauna selvatica, della salubrità delle sorgenti…

      Altri ambiti specifici d’azione hanno riguardato anche la diffusione di buone pratiche igieniche tra la popolazione locale e l’educazione e la formazione delle ragazze e delle donne, in vista della loro emancipazione.

      Nel territorio della sua diocesi, eretta come tale solo nel 2005, e di cui mons. Pallipparambil è il primo vescovo, egli opera da 40 anni. Quando vi arrivò, nel 1979, dal Kerala, dove insegnava ai tribali emigrati al Sud, la regione era come uno stato nello Stato, popolata da tribù mongole spesso in conflitto fra loro. Ma la popolazione era “assetata di Vangelo”, come ha raccontato in un’intervista, perché esso ha portato parità tra uomini e donne e ha fatto scoprire la dignità propria di ogni essere umano.

      Così, nonostante gli inizi difficoltosi – don Palliparambil venne anche incarcerato al principio, ma furono i capi tribali a richiederne il rilascio – l’evangelizzazione si è diffusa a macchia d’olio: quarant’anni fa i battezzati erano 900; oggi sono oltre 90.000, quasi il 20% della popolazione locale. La diocesi inoltre conta 28 sacerdoti del clero secolare e 68 altri presbiteri di ordini religiosi, che cooperano alla missione negli oltre 27mila chilometri quadrati della diocesi – in gran parte irraggiungibili in auto. Dallo scorso 2 agosto, infine, mons. Pallipparambil è coadiuvato nel suo lavoro pastorale da un vescovo ausiliare: mons. Dennis Panipitchai, anche lui Figlio spirituale di Don Bosco. 

      Fonti: Matters India, ACI Stampa

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      • Italia – Urban Re-GenerAction: le periferie diventano luoghi di opportunità e di salvezza per i territori
        Italia – Urban Re-GenerAction: le periferie diventano luoghi di opportunità e di salvezza per i territori

        (ANS – Roma) – Sono stati oltre 400 gli adolescenti che in tutta Italia hanno preso parte al progetto “Urban Re-GenerAction: giovani idee nelle periferie urbane. Esperienze di cittadinanza attiva e solidale per/con le nuove generazioni”. Iniziato a luglio del 2017 e attualmente in via di conclusione, ha visto la partecipazione di 16 sedi di “Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS”, “Turismo Giovanile e Sociale” (TGS) e “Cinecircoli Giovanili Socioculturali” (CGS).

        Attraverso questo progetto si è potuta sperimentare l’efficacia dei presidi educativi sul territorio, promuovendo forme di cittadinanza attiva e pratiche di solidarietà sociale tra le nuove generazioni, in un’ottica di promozione e prevenzione primaria di contrasto del disagio giovanile sociale e relazionale.

        Durante il seminario finale del progetto, svoltosi nei giorni 24-25 novembre a Roma, c’è stata la votazione dei lavori che ha visto coinvolti tutti i partecipanti: destinatari, operatori, insegnanti e segreterie nazionali hanno deciso di premiare per il prodotto multimediale e l’idea più originale di riqualificazione delle periferie.

        “È stato molto interessante ascoltare questi giovani dal vivo e poter vedere i video che hanno realizzato inerenti la propria attività svolta. Per il numero di centri coinvolti si è potuto avere uno spaccato dell’Italia. Sono diversi quelli che hanno riqualificato porzioni delle periferie dove vivono; l’augurio è che quanto messo in atto possa continuare con altre forme e modalità anche dopo la conclusione del progetto che sarà ai primi di gennaio del 2019”, ha detto don Giovanni d’Andrea, SDB, Presidente di Salesiani per il Sociale.

        Da parte loro, i responsabili del centro diurno salesiano “Il Faro” di Ancona, hanno raccontato: “Quando abbiamo deciso di partecipare al progetto, la via della bellezza ci è sembrata la più adatta… Il desiderio dei ragazzi è stato di rendere più belli gli spazi dove si ritrovano le famiglie seguite dai Servizi Sociali di Ancona… Hanno scelto di creare un disegno che guarderanno i padri e le madri quando si prepareranno a incontrare i propri bambini, forse preoccupati per la loro distanza emotiva, forse impegnati a tenersi la tristezza dentro per non mostrarla in quel momento tanto atteso… Un disegno che rappresenta uno sguardo sul mondo, pieno di colori… Ci sembra che essere cittadini attivi sia stato, per i ragazzi del progetto, provare a regalare la bellezza a chi, per un momento, rischiava di perderla”.

        “Don Bosco ci ha lasciato in eredità una certezza: ‘In ogni giovane, anche il più disperato c’è un punto accessibile al bene’. È facendo leva sul quel punto che l’educatore permette ad ogni giovane di diventare ‘buon cristiano e onesto cittadino’ – ha commentato don Carmine Ciavarella, Delegato nazionale per il Settore Emarginazione e Disagio –. I ragazzi e giovani coinvolti nel progetto Urban Re-GenerAction hanno dimostrato che in ogni periferia c’è un punto accessibile al bene, dal quale far partire una storia nuova di salvezza per ogni territorio”.

        In tal senso il progetto ha insegnato che il cambiamento della società e del mondo parte dall’impegno personale e richiede l’aiuto di tutti, e che è utile cercare il bello e il bene nelle proprie realtà, che aspettano solo di essere trovati per offrire una nuova opportunità di vita.

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        • Italia – I missionari della 149a Spedizione Missionaria Salesiana: Lawrence Okoli
          Italia – I missionari della 149a Spedizione Missionaria Salesiana: Lawrence Okoli

          (ANS – Castelnuovo Don Bosco) – Dalla Nigeria al Belgio Nord: questo è il cammino che ha intrapreso il giovane salesiano Lawrence Okoli, di 26 anni, accettando la sfida di essere missionario ad gentes, ad estra, ad vitam. Partito con la 149° Spedizione Missionaria Salesiana, racconta oggi cosa significhi per lui essere missionario.

          “Ovviamente, non è grazie ai miei meriti che Dio mi ha scelto, ma per me è un privilegio e la mia risposta è semplicemente una: partecipare a questa missione di Cristo e che Don Bosco ha sognato”, esordisce il giovane nigeriano.

          Non è solo convinto, soprattutto è entusiasta della decisione presa: “Essere missionario in particolare missionario salesiano, è una scelta di felicità” aggiunge.

          Da vero Figlio spirituale di Don Bosco, Lawrence invita tutti quanti ad essere felici in Cristo: “Dio sarà con noi fino alla fine dei tempi. Siate felici e continuate a sorridere!”.

          Grazie alla collaborazione con la “IME Comunicazione” la sua testimonianza è disponibile su ANSChannel in inglese, con i sottotitoli in italiano.

          Link: https://youtu.be/_vOX7cqejLs

           

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          • RMG – L’appello del Rettor Maggiore per il 150° invio missionario
            RMG – L’appello del Rettor Maggiore per il 150° invio missionario

            (ANS – Roma) - Da qualche anno il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha scelto la giornata dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata, per fare un appello missionario a tutta la Congregazione. Un appello missionario che lui stesso definisce “entusiasta e coraggioso”.

            Il nuovo invito missionario viene divulgato alla soglia del 2019, l’anno in cui sarà celebrato il 150° invio missionario: 150 spedizioni dalla prima che fece Don Bosco.
            Quest’anno, l’appello missionario sarà diffuso in nuova forma. Domani, per la prima volta, sarà infatti pubblicato un video, nel quale il Rettor Maggiore si rivolgerà a tutte le Ispettorie del mondo, affinché possano inviare confratelli nei luoghi dove c’è più bisogno di loro.
            “Io lancio questo appello a tutte le Ispettorie del mondo, perché anche quelle che si credono più povere abbiano questo dono di avere confratelli di grande generosità”, afferma il Rettor Maggiore, rivolgendosi alla Congregazione. Poi aggiunge: “E vi invito a non avere paura”. Sarà, dunque, un forte invito alla generosità missionaria e un appello affinché la paura non costituisca un ostacolo.

            Il video sarà disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese. Sarà pubblicato sul sito di Ans, su sdb.org, sul canale YouTube di ANSChannel e sulla nostra pagina Flickr.

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            • Thailandia – Don Renzo Rossignolo, leggendario missionario a Ronphiboon
              Thailandia – Don Renzo Rossignolo, leggendario missionario a Ronphiboon

              (ANS – Ronphiboon) – La diocesi di Surat Thani è sempre stata un territorio di missione e ora si appresta a celebrare i 50 anni dalla fondazione. Qui ci sono cinque missionari salesiani, tra cui don Lorenzo Rossignolo, fondatore e direttore del “Don Bosco Development Center”, vicino Ronphiboon.

              Il compianto don Adriano Bregolin, Vicario del Rettor Maggiore, era solito chiedere: “Come sta don Renzo?”

              Don Rossignolo, questo leggendario missionario del Veneto, arrivò in Thailandia nel 1983 e da quel momento in poi ha passato la maggior parte del suo tempo proprio nella diocesi di Surat Thani. È conosciuto e apprezzato per essere sempre stato testimone della povertà, per la gioia con cui accetta il sacrificio e per le pratiche usate nell’educare le persone affette dalla malattia di Hansen e le loro famiglie. 
              E nonostante le difficoltà dell’età, continua a svolgere i suoi compiti di educatore, pastore e direttore del centro senza mai lamentarsi. 

              Attualmente, presso il Don Bosco Development Centre lavorano 60 persone, alcune delle quali soffrono ancora per le conseguenze della malattia di Hansen (o lebbra, come è comunemente chiamata). Vengono portati avanti numerosi progetti di sartoria, saldatura, carpenteria, meccanica, nonché progetti agricoli.

              Il centro è ben collegato con la società locale e accoglie anche studenti delle scuole vicine.

              Gli exallievi diventati ora insegnanti e le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli sono i più stretti collaboratori.

              Ogni settimana, don Rossignolo celebra la Messa sia presso la parrocchia “San Domenico Savio” di Ronphiboon, sia in quella di Phatthalung. Non va dimenticato che stiamo parlando del Sud della Thailandia, dove la percentuale di cattolici è dello 0,1%, quindi circa 7000 fedeli rispetto ai 10 milioni di abitanti della diocesi di Surat Thani.

              Inoltre, che sia durante il lavoro al centro o mentre si trova nella sua residenza, don Rossignolo impiega il suo tempo pregando, leggendo e riflettendo. Grazie a questo suo atteggiamento, alcuni giovani sono ispirati a seguire Gesù più da vicino.

              Alla fine, per rispondere alla domanda che era solito porre don Bregolin, don Rossignolo sta bene e all’età di 76 anni continua a ispirare molti giovani salesiani, incoraggiandoli a seguire la vocazione missionaria.

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              • RMG – Aperte le iscrizioni all’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
                RMG – Aperte le iscrizioni all’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice

                (ANS – Roma) – Don Bosco amava il suo tempo, le persone, studiava di farsi amare e sognava, per il tempo e per l’eternità, una vita migliore per tutti i suoi figli. Tanti sono i modi con i quali la Famiglia Salesiana risponde a queste istanze, in tanti Paesi nel mondo: impegno educativo, missionario, caritativo. Presenza in tutti i luoghi dove gli ultimi aspettano una risposta di umanità, puntando all’unico obiettivo di Don Bosco: “Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Uno solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità”. L’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che si celebrerà a Buenos Aires (Argentina) dal 7 al 10 novembre del 2019, con il tema “Con Maria, Donna credente”, s’inserisce in questo cammino di Famiglia Salesiana.

                Si tratta di un evento che vuole essere un rinnovato affidamento a Maria Ausiliatrice nell’impegno che le diverse generazioni hanno di ricevere e trasmettere il dono della fede.

                Inoltre, è anche un evento di Famiglia Salesiana – promosso dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) in accordo con il Segretariato della Famiglia Salesiana e con la Famiglia Salesiana dell’Argentina – che si colloca nel contesto sinodale della Chiesa che in questi anni ha posto la sua attenzione sulla famiglia e sui giovani.

                La scelta dell’Argentina vuole ricordare la prima frontiera missionaria di Don Bosco e insieme il particolare valore che rappresenta per Papa Francesco la devozione all’Ausiliatrice e la Basilica di Maria Ausiliatrice nel quartiere di Almagro, a Buenos Aires, dove Jorge Mario Bergoglio venne battezzato e dove coltivò il suo amore a Maria Ausiliatrice.

                I Congressi di Maria Ausiliatrice sono appuntamenti di rilevanza mondiale per la Famiglia Salesiana, che attraverso la promozione della devozione a Maria Ausiliatrice vuole far crescere la sua identità spirituale ed apostolica. Provvidenzialmente nel 2019 l’ADMA festeggerà il 150° di fondazione.

                Le iscrizioni sono aperte per i singoli e i Gruppi, seguendo le istruzioni al sito www.mariaauxiliadora2019.com.ar. Il cammino formativo può essere trovato sia su tale sito, sia sul sito dell’ADMA www.admadonbosco.org 

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                • Paraguay – Migliaia di giovani in pellegrinaggio a Caacupé, con il motto: “Per portare molto frutto”
                  Paraguay – Migliaia di giovani in pellegrinaggio a Caacupé, con il motto: “Per portare molto frutto”

                  (ANS – Caacupé) – Come ogni anno, alcuni giorni prima dell’8 dicembre, centinaia di migliaia di Paraguaiani, da tutti gli angoli del Paese, compiono il loro pellegrinaggio al santuario di Caacupé. Tra i camminatori e i pellegrini ci sono centinaia di giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).

                  Al pellegrinaggio di migliaia di persone si uniscono centinaia di giovani che vogliono fare questa camminata con l’unico scopo di mostrare il loro amore alla Vergine, mossi dalla fede. A partire dalla leggenda dell’indigeno José e dal suo modo di ringraziare la Madonna per un miracolo ricevuto, è nata questa tradizione spirituale che mobilita ogni anno centinaia di migliaia di persone, le quali percorrono diversi chilometri per ringraziare la Vergine di Caacupé per le buone cose avvenute nell’anno e per chiedere la sua protezione e il suo accompagnamento per l’anno successivo. 

                  “Caacupé non è solo un luogo, è anche un sentimento, è l’esempio più completo della devozione e della fede della maggioranza dei Paraguaiani, che ogni anno si radunano presso la ‘capitale spirituale’ del Paraguay”, ha spiegato uno dei partecipanti.

                  Per questo, dalle prime ore di sabato 1° dicembre migliaia di giovani del MGS, insieme ad animatori, responsabili e salesiani di diverse presenze, si sono radunati presso Ypacaraí per partecipare al tradizionale pellegrinaggio nazionale a Caacupé, che quest'anno aveva come motto “Per portare molto frutto”.

                  Dalle 9 del mattino e fino a dopo il pranzo i giovani hanno condiviso canti, animazione e catechesi. Poi, alle 16:00 hanno iniziato il pellegrinaggio di 9 chilometri fino alla spianata della Basilica di Caacupé. Infine, alle 19:00 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di San Pedro, mons. Pedro Jubinville, e specialmente dedicata ai partecipanti al “XXI Pellegrinaggio Nazionale dei Giovani”. 

                  Al termine della celebrazione, i giovani hanno denunciato, attraverso un manifesto da loro sottoscritto, la mancanza di opportunità per accedere ad un lavoro dignitoso, nonché l’aumento del traffico di droga e della violenza nel Paese. Hanno anche richiesto un’educazione di qualità che raggiunga tutti e non escluda nessuno. 

                  “Invitiamo tutti i giovani ad essere protagonisti di questo tempo, vogliamo che giovani coraggiosi scendano in campo e giochino in modo pulito, dando tutto per un Paese migliore; giovani che non tacciano di fronte alle ingiustizie, che non siano complici delle irregolarità, che esprimano ciò che li preoccupa e li tocca, che partecipino attivamente e permanentemente al servizio del Paese e della sua comunità” esprime parte del manifesto letto alla fine della Messa.

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