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  • Gran Bretagna – “Savio Salesian College”: 50 anni di servizio pastorale e di educazione
    Gran Bretagna – “Savio Salesian College”: 50 anni di servizio pastorale e di educazione

    (ANS – Bootle) – Sabato 10 giugno, numerose persone provenienti da tutto il Regno Unito si sono riunite per celebrare i 50 anni di educazione salesiana a Bootle. La solenne Eucaristia celebrativa è stata presieduta dall’arcivescovo di Liverpool, mons. Malcolm McMahon OP, alla presenza dell’Ispettore della Gran Bretagna, don Gerry Briody SDB, membri della Famiglia Salesiana, autorità educative del presente e del passato, studenti, personale della scuola ed exallievi.

    Nell’omelia l’arcivescovo ha lodato l’opera dei Salesiani specialmente nel campo dell'educazione: “Don Bosco fondò un gruppo di persone per stare a fianco dei giovani... stare con i giovani in ogni fase della loro vita... E questo accompagnamento dei giovani gli permise di trarre fuori i talenti che Dio aveva donato loro, affinché potessero essere le persone che Dio voleva fossero”.

    Durante la processione offertoriale sono stati portati all’altare dai due Rappresentanti degli Studenti – un ragazzo e una ragazza – lo scudo con lo stemma del “St. Martin College”, in riferimento all’arrivo dei Salesiani 50 anni fa; una fotografia della cappellania e una copia delle Costituzioni Salesiane.

    Il coro dell'università, nelle sua divisa ufficiale, ha animato la celebrazione e, subito dopo la messa, si è anche esibito in un breve concerto, mentre mons. McMahon benediceva la Cappella Universitaria recentemente restaurata e una nuova statua di Domenico Savio, dono dell’Ispettoria.

    Dopo un momento di agape e condivisione fraterna nella palestra dell’istituto, nel pomeriggio si sono susseguiti diversi discorsi celebrativi dei 50 anni di servizio pastorale ed educativo delSavio Salesian College”. Hanno preso la parola l’ex deputato del collegio elettorale di Bootle, Joe Benton, che ha guidato la sessione di omaggio; diversi altri Salesiani, tra cui lo stesso Ispettore, che è stato Preside per 10 anni; e altre personalità della scuola, che hanno condiviso numerosi aneddoti e storie e soprattutto senso di gratitudine.

    La stessa gratitudine che è stata espressa da tutti verso la sig.ra Frances Harrison, l’attuale Preside. 

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    • Uruguay – Come userebbe Don Bosco Snapchat, che storia mostrerebbe su Instagram?
      Uruguay – Come userebbe Don Bosco Snapchat, che storia mostrerebbe su Instagram?

      (ANS – Montevideo) – Il cortile salesiano, storico scenario privilegiato per incontrarsi e accompagnarsi nel cammino, nel XXI secolo ha trovato nuove estensioni e opportunità che non conoscono limiti di tempo, né di spazio. “Per Don Bosco casa, parrocchia, cortile e scuola non sono spazi fisici, ma atteggiamenti del cuore intrecciati e mescolati tra loro, dove la presenza di uno implica quella degli altri. Sono atteggiamenti che nelle case salesiane non si declamano, ma si sperimentano” afferma Juan Pablo Massimelli, Responsabile della Pastorale nei “Talleres Don Bosco”.

      Oltre 80 animatori di varie case salesiane di Montevideo e Las Piedras, come di altri centri educativi cattolici di Montevideo, hanno partecipato a dei laboratori di formazione su: animazione e tempo libero, preghiera e celebrazioni, Chiesa in uscita, primo soccorso, accompagnamento, preparazione e realizzazione di eventi e Nuovi Cortili Salesiani.

      Nella tradizione salesiana il cortile è il luogo deputato all’incontro con i giovani, affinché i ragazzi possano condividere la loro vita e le loro preoccupazioni, in cui l’educatore si trova al loro livello, mostra loro che ama ciò che essi amano, e dove sorgono anche proposte significative per la vita.

      Al tempo dell’oratorio di Valdocco, a Torino, non c’erano Facebook, WhatsApp, Instagram o Snapchat. Oggi, nel XXI secolo, le reti sociali sono parte della vita quotidiana dei giovani, ambienti nei quali vengono forgiate delle relazioni e si favoriscono gli incontri. È in questo contesto che il cortile salesiano si espande per riempire un nuovo spazio ed essere anche un cortile digitale.

      “Quando un educatore e un giovane condividono l’amicizia in un profilo, stanno mettendo in comune parte della loro vita che scorre attraverso queste reti… Genera una sfida nel modo di essere, di stabilire quella relazione, di mantenere lo spirito di famiglia e quella amorevolezza che porta a valorizzare gli altri e a creare un clima di fiducia – spiega il signor Massimelli –. La sfida è quella di trovare modi, mezzi e proposte per invitare i giovani ad unirsi per percorrere un percorso che sia un vero soffio di vita, aria fresca di Dio, presenza dello Spirito nella loro vita”.

      Per animatori, educatori, sacerdoti, suore, resta la sfida di rispondere a questa nuova realtà nel migliore dei modi, affinché realmente gli incontri sulle reti sociali siano un prolungamento del cortile della scuola. Come userebbe Don Bosco Snapchat, che storia mostrerebbe su Instagram?

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      • Argentina – “Felice di essere un missionario nella terra sognata da Don Bosco”
        Argentina – “Felice di essere un missionario nella terra sognata da Don Bosco”

        (ANS – Victorica) – La Giornata Missionaria Salesiana 2017 è centrata sul tema del Primo Annuncio del Vangelo tra i popoli indigeni d’America. Essa offre pertanto una buona opportunità per conoscere meglio la più lunga esperienza missionaria della Congregazione Salesiana, avviata in Patagonia da mons. Cagliero. Tra i giovani missionari presenti oggi nel continente americano, proprio tra la Patagonia e la pampa argentina, c’è anche don Natalino Venancio Freitas de Jesus, originario di Timor Est.

        Le testimonianze dei missionari salesiani a Timor Est sono alla radice della mia vocazione missionaria. Ho riflettuto molto sulla vita missionaria e dopo un periodo di discernimento e di dialogo con l’Ispettore, ho manifestato la mia volontà di essere missionario in una lettera inviata al Rettor Maggiore, venendo assegnato all’Argentina. Nel settembre 2008 ho ricevuto la Croce Missionaria a Torino e un mese dopo sono arrivato in Patagonia. Ho imparato la lingua, la cultura e ho fatto le mie prime esperienze tra i giovani della parrocchia. È stata un’esperienza molto bella di fraternità e di vita apostolica, specialmente con gli indigeni della Patagonia, Plateau Gangan, Trelew.

        Ora vivo e lavoro nella Regione della Pampa Occidentale - Victorica (Argentina). Durante la settimana lavoro la mattina presso il convitto dell’Istituto San Juan Bosco, che ospita 640 studenti di tutti i livelli (prescolare, primaria, secondaria). Molti di loro sono vulnerabili a causa della realtà socio-economica e delle complesse realtà familiari esistenti tra la popolazione. Nel pomeriggio, invece, sono attivo nel centro diurno, tra ragazzi e ragazze vulnerabili e indifesi, presso “Inaun Don Bosco”. Forniamo tutoraggio scolastico, laboratori di artigianato e una merenda pomeridiana. Queste realtà mi invitano a riflettere ancora una volta sulla situazione giovanile, in particolare sulla situazione dell’abbandono. Mi sento chiamato a offrire la tenerezza e la misericordia di Dio Padre a coloro che vivono situazioni di abbandono. (…)

        Durante i fine-settimana, insieme con gli altri Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), condividiamo momenti di celebrazione, diamo vita ad incontri catechetici, visite alle aree rurali, visite nelle case, incontri con gli adolescenti il sabato sera, programmi radiofonici…

        Quello che sto facendo insieme agli altri Salesiani e alle FMA è incontrare le persone nei villaggi rurali e nelle visite a casa e condividere la Parola di Dio in piccole comunità. Lavorare con i popoli indigeni, in particolare i Mapuche, rimane un’opzione fondamentale della nostra Ispettoria, l’Argentina Sud (ARS). Questo lavoro missionario in Patagonia significa annunciare la Buona Novella, denunciare ciò che offende la dignità del popolo Mapuche e della loro terra, la difesa del territorio, la vicinanza al popolo, favorire il rispetto e l’apprezzamento della cultura e dell'autodeterminazione dei popoli, ricercare, insieme alle comunità, delle possibilità alternative per una vita dignitosa. La Patagonia e l'area dove sto lavorando sono ancora territori di missione. Ci sono molti giovani che hanno bisogno di sostegno.

        E io sono felice di essere un missionario nella terra sognata da Don Bosco!

        Fonte: AustraLasia

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        • RMG - MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE agli Amici di Don Bosco e a coloro che sono vicini alla Missione Salesiana
          RMG - MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE agli Amici di Don Bosco e a coloro che sono vicini alla Missione Salesiana

          25 giugno 2017 - Desidero inviare a ciascuno un cordiale saluto e allo stesso tempo informarvi in merito ad alcune notizie che certamente avrete appreso dalla stampa e dai mezzi di informazione. Venerdì 23 giugno 2017 è stata emessa la sentenza del processo penale riguardante il “caso Gerini”. Si tratta di un processo penale iniziato alcuni anni fa e che ha visto coinvolte la Fondazione “Gerini” e la Direzione Generale. Il Pubblico Ministero aveva chiesto l'undici di maggio la condanna dei tre imputati accusati di truffa. Il Giudice, nella sentenza, ha dichiarato assolti i tre imputati perché il fatto non sussiste. Questo processo, pertanto, è concluso. Il processo civile, invece, continua in attesa della sentenza della Corte di Cassazione.

          Con questo mio scritto desidero ringraziare, per la solidarietà e la vicinanza mostrate, tante persone che seguono con fiducia la sfida educativa nei confronti dei ragazzi e dei giovani alla quale cerchiamo di rispondere nel nome di Don Bosco in 132 paesi del mondo. L’argomento al quale mi sto riferendo concerne una questione giuridica e amministrativa riguardante la Fondazione “Gerini” e la Direzione Generale di fronte ai creditori. Tale questione nulla ha a che vedere con la missione salesiana nelle 1.856 presenze nel mondo, la maggior parte delle quali è al servizio dei più poveri.

          È possibile, come accaduto in altre circostanze, che possiate ascoltare notizie sensazionalistiche al riguardo. Dichiaro che esse non corrispondono alla verità dei fatti e che sono divulgate con lo scopo di screditare il nostro ruolo educativo nel mondo.

          Inoltre, desidero ribadire chiaramente che ogni forma di aiuto economico, che si riceve nel mondo salesiano da parte di persone generose e di buona volontà, fino all’ultimo centesimo è sempre destinato secondo la finalità dei donatori ai luoghi più poveri e bisognosi. Nell’affermare tutto ciò siamo assolutamente convinti.

          Siamo dispiaciuti per questo contenzioso, che dura da circa dieci anni, perché ha impedito di concentrare i nostri sforzi e le nostre attenzioni nella missione salesiana.

          Confidiamo che quanto prima si possa giungere alla conclusione di questa deplorevole vicenda. Siate certi che impiegheremo tutte le nostre energie per l’unico scopo importante per noi, come ci chiede Don Bosco: i nostri destinatari, i ragazzi e i giovani del mondo.

          Ringrazio tutti voi per la vicinanza in questi momenti e per la speranza con la quale ci aiutate a guardare al futuro.

          Con affetto e riconoscenza,

          Ángel Fernández Artime
          Rettor Maggiore

          • RMG
          • Rettor Maggiore
          • Ángel Fernández Artime
          • Caso Gerini


          • Etiopia – Una seconda chance per i bambini di strada
            Etiopia – Una seconda chance per i bambini di strada

            (ANS – Addis Abeba) – Non molto tempo fa mendicavano, rubavano e lottavano per sopravvivere per le strade di Addis Abeba, in Etiopia, sniffando poi la colla per non sentire la miseria quotidiana della fame, dello sfruttamento e dell’abuso. Ora, grazie ad una collaborazione tra i Salesiani e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), questi ragazzi hanno una nuova prospettiva di vita e contribuiscono ad aiutare altri giovani a rischio.

            Determinati ad affrontare una delle sfide sociali ed economiche più pressanti per l’Etiopia – l’aumento del numero di minori abbandonati, in fuga e a rischio sociale – a novembre 2015 Salesiani e UNODC insieme hanno avviato l’iniziativa “Riabilitazione e Reinserimento per i Minori in conflitto con la Legge”. Pertanto ora Amanuel, 15enne, Tamiru, 16enne, e 98 altri ragazzi e ragazze vivono presso il Centro Accoglienza del “Bosco Children Project” sotto l’assistenza premurosa dei religiosi salesiani.

            “Nella sola Addis Abeba ci sono ben 100.000 bambini che hanno disperatamente bisogno di assistenza per abbandonare la vita di strada – spiega don Mark Hyde, Responsabile di Salesian Mission, la Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle, Stati Uniti –. Dato che il Bosco Children Project mette a disposizione l’unico centro accoglienza della città, è difficile affrontare adeguatamente tale crisi. Questa collaborazione innovativa sta fornendo risorse cruciali - cibo, materiale didattico e personale supplementare – per far sì che possiamo aiutare il maggior numero possibile di minori di strada”.

            Amanuel ha incontrato il Bosco Children Project dopo aver trascorso sei mesi in un centro di detenzione per un furto che non ha commesso. Aveva appena 2 anni quando sua madre lo vendette a un “benefattore” che alla fine lo ha abbandonato. Amanuel ha vissuto per strada sin dall’età di 13 anni, tra notti fredde, piogge incessanti e la minaccia costante dei ragazzi più grandi, che lo costringevano a mendicare e a rubare per loro.

            “Alcuni giovani commettono di proposito piccoli reati, sperando che in carcere potranno vedere soddisfatti i loro bisogni fondamentali – racconta il Direttore del Bosco Children Project, Andualem Tafesse –. Altri, come Amanuel, finiscono in carcere senza motivo. Ma il risultato finale è lo stesso: quando vengono rilasciati non hanno altra alternativa che tornare per strada. È un circolo vizioso per i bambini e per la società nel suo complesso”.

            Tamiru era ancora più giovane – aveva 9 o 10 anni – quando scappò da una zia violenta che avrebbe dovuto prendersi cura di lui. Non è mai finito nel carcere minorile, ma non ha potuto evitare la miseria e la disperazione, come quando mendicava per un po’ di pane a fine giornata. “Sniffavo la colla perché non ce la faceva più” ricorda. Fortunatamente, nello scorso gennaio, Tamiru ha incontrato il personale del Bosco Children Project, durante una delle loro perlustrazioni notturne.

            Presso il centro accoglienza, ragazze e ragazzi ricevono pasti, vestiti caldi, accompagnamento psicologico e accesso ai corsi di educazione e di alfabetizzazione. Una volta pronti, possono partecipare ad un orientamento per la formazione professionale, dove sperimentano una varietà di corsi di formazione professionale – Meccanica Automobilistica, Carpenteria, Cucina… – per determinare quale sia il più adatto a loro.

            Recentemente, Amanuel ha scelto il corso da saldatore, mentre Tamiru ha optato per un corso di lavorazione della pelle. Per i prossimi otto mesi, insieme ai loro compagni di classe, svilupperanno le loro competenze e abilità, mentre andranno preparandosi ad essere adulti indipendente. Una volta completata la loro formazione il Bosco Children Project fornirà loro per 5 mesi anche assistenza economica e servizi di collocamento lavorativo, mentre gli allievi andranno cercando un posto di lavoro e un alloggio stabile.

            “Sono molto felice per questa opportunità – dice Amanuel –. Ora posso pensare al mio futuro. Gli operatori del Don Bosco mi hanno aiutato a cambiare il mio atteggiamento e la mia vita”. Anche Tamiru è d’accordo. “Il mio mondo è cambiato da quando sono venuto al centro Don Bosco. Sono una persona nuova”. In segno di gratitudine per le opportunità ricevute, entrambi i ragazzi ora accompagnano il personale del Bosco Children Project nelle perlustrazioni notturne alla ricerca dei minori di strada, incoraggiando a lasciarsi aiutare dai Salesiani.

            “I ragazzi e le ragazze che vivono in strada vogliono essere reintegrati nella società – conclude il signor Tafesse – ma non sanno come fare. Siamo molto grati alle organizzazioni partner del nostro progetto e ai nostri altri benefattori per aiutarci aiutato a mostrare loro la strada”.

            Fonte: Salesian Mission

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            • Spagna – Oltre 18mila bambini e ragazzi partecipano all’Estate Salesiana
              Spagna – Oltre 18mila bambini e ragazzi partecipano all’Estate Salesiana

              (ANS – Madrid) – Ci sono campi estivi, colonie ed escursioni tra le tante attività pensate per i circa 18.000 bambini e ragazzi che, grazie a 2.500 animatori e a 350 Salesiani, partecipano all’estate salesiana. Concluse le attività scolastiche, migliaia di bambini e giovani si dispongono infatti a godere di una meritata vacanza; e i Salesiani, in particolare attraverso i loro centri giovanili, offrono attività educative e ricreative che rispondono ad uno dei loro specifici obiettivi pedagogici: l’uso educativo del tempo libero.

              Mentre altre istituzioni educative chiudono d’estate, i centri salesiani organizzano queste attività per bambini e ragazzi. Per molti di questi, peraltro, si tratta dell’unica occasione di vacanza. Queste iniziative non sarebbero possibili senza le centinaia di animatori coinvolti, per i quali tali attività costituiscono anche un’opportunità di una formazione al volontario.

              I campi estivi e formativi per i vari gruppi di fede sono principalmente rivolti a quei ragazzi legati ai centri giovanili. Tradizionalmente hanno luogo in ambienti naturali privilegiati di tutto il paese; in alcuni casi si opta per dei campeggi all’aperto, altre volte i ragazzi sono ospitati in case di campagna. Il tempo libero e il gioco si combinano con spazi e tempi di preghiera e riflessione, sempre in un’atmosfera accogliente.

              C’è poi l’alternativa dei cosiddetti “campi urbani”, che offrono un servizio locale nei comuni dove sono presenti delle opere salesiane e che sono rivolti al grande pubblico, in particolare ai bambini e alle giovani famiglie che non possono godere di vacanze lontano dalla propria casa.

              Un tratto caratteristico del carisma salesiano è poi l’attenzione ai giovani più bisognosi. Pertanto, l’offerta estiva è completata da attività ricreative ed educative finalizzate ai ragazzi beneficiari delle Piattaforme Sociali Salesianas, quali sono ad esempio i “campi per i giovani a rischio di esclusione”.

              A queste attività, inoltre, si può partecipare anche come volontari, e ci sono opzioni sia in Spagna, sia all’estero, grazie anche alla collaborazione con le ONG salesiane spagnole.

              Anche la formazione è un'attività importante nel periodo estivo: ai giovani vengono proposti corsi specializzati e di aggiornamento su temi della pedagogia salesiana; mentre per i membri della Famiglia Salesiana sono disponibili corsi di rinnovamento teologico e pastorale; e non mancano le possibilità, per chi lo desidera, di partecipare ad esercizi spirituali.

              Da segnalare, infine, che quest’anno dal 15 al 19 agosto a Torino si avrà lo speciale appuntamento del “Confronto”, un incontro per i giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) d’Europa.

              Tutte queste attività continueranno poi attraverso le reti sociali, con l’hashtag #VeranoSalesiano. 

              • Spagna
              • SMX
              • SSM
              • Oratorio
              • Estate Ragazzi
              • MGS Movimento Giovanile Salesiano


              • CS - Sentenza processo penale caso Gerini
                CS - Sentenza processo penale caso Gerini

                Oggi è stata emessa la sentenza nel processo penale sul caso Gerini. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna dei 3 imputati per truffa. Il giudice ha emesso la sentenza: assoluzione perchè il fatto non sussiste. Il processo civile continua nell'attesa della sentenza di Cassazione. Ufficio stampa ANS

                • RMG
                • Caso Gerini


                • RMG – Nomina del nuovo Superiore dell’Ispettoria Australia-Pacifico
                  RMG – Nomina del nuovo Superiore dell’Ispettoria Australia-Pacifico

                  (ANS – Roma) – Il Rettore Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, con il consenso del Consiglio Generale, ha nominato don William Matthews Superiore dell’Ispettoria Australia-Pacifico per il sessennio 2018-2023.

                  Don Matthews è nato a Mandalay, in Myanmar, il 3 giugno 1971 e sin da piccolo ha frequentato la parrocchia salesiana “San Giuseppe” della città. Entrato nel 1991 nell’aspirantato di Anisakan, quando si trovava a metà del suo Noviziato, nel 1994, ha seguito la sua famiglia in Australia, che migrava alla ricerca di un futuro migliore e per ricongiungersi con altri parenti già da tempo stabilitisi in quel paese.

                  Per questo nel 1995 ha nuovamente fatto richiesta di essere accolto tra i Salesiani d’Australia e ha svolto il Noviziato a Lysterfield, dove il 31 gennaio 1997 ha emesso la prima professione; il 29 novembre 2003 a Ferntree Gully, vicino Melbourne, ha pronunciato i voti perpetui e il 9 dicembre 2005 a Perth è stato ordinato sacerdote.

                  Ha servito nelle scuole salesiane dell’Ispettoria AUL come insegnante, assistente e cappellano, presso Ferntree Gully, Gawler e a Sunbury, dove attualmente è Direttore.

                  A livello ispettoriale è da 9 anni Delegato per le Comunicazioni Sociali, anche se sin dal 1999 collabora al Bollettino Salesiano locale e ai diversi siti ispettoriali che si sono succeduti – fino all’attuale: https://salesians.org.au 

                  Negli ultimi tre anni ha assunto anche l’incarico di Animatore Vocazionale e, all’interno della società multiculturale e multireligiosa dell’area Australia-Pacifico, è anche regolarmente coinvolto nella Pastorale con i profughi e migranti birmani ad Adelaide e Wagga Wagga, in Australia; e ad Auckland e Wellington, Nuova Zelanda.

                  Don Matthews inizierà il suo mandato come Ispettore il 1° gennaio 2018.

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