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  • Mozambico – Il Rettor Maggiore in Visita d’Animazione
    Mozambico – Il Rettor Maggiore in Visita d’Animazione

    (ANS – Maputo) – Con il motto “Don Bosco tra noi!”, la Famiglia Salesiana del Mozambico sta vivendo momenti di grande festa in questi giorni per la presenza del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, X Successore di Don Bosco, in Visita d’Animazione.

    “Finalmente, Don Bosco è tra noi”. Con queste parole il Rettor Maggiore è stato accolto a Maputo, capitale del Mozambico, nella serata di ieri, martedì 21 novembre. Erano esattamente le 20:20 locali quando Don Á.F. Artime, proveniente dall’Angola e accompagnato dal suo segretario, don Horacio López, è uscito dall’aeroporto e ha ricevuto i primi omaggi dal Consigliere per la regione salesiana Africa-Madagascar, don Américo Chaquisse, dal Superiore della Visitatoria “Maria Ausiliatrice” del Mozambico, don Marco Biaggi, dalla Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) in Mozambico, suor Zvonka Mikec, e da altri religiosi salesiani e FMA.

    Sin dai primi momenti all’illustre ospite sono stati tributati canti, danze e omaggi, da parte di vari membri della Famiglia Salesiana – in particolare da molti giovani del Movimento Giovanile Salesiano e animatori degli oratori salesiani della capitale, oltre che da diversi rappresentanti dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), Exallievi di Don Bosco e Salesiani Cooperatori.

    Oggi, mercoledì 22, il Rettor Maggiore visita la Provincia di Tete, nel centro del paese, dove viene accompagnato a conoscere la comunità “São Paulo” di Chithatha e il suo speciale progetto per combattere la povertà, che i Salesiani sviluppano in collaborazione con la Caritas del Regno Unito, nel distretto di Moatize. Sempre a Moatize, Don Á.F. Artime avrà l’opportunità di incontrare il personale che anima “Radio Don Bosco” e celebrare l’Eucaristia per la gente del luogo.

    Su ANSFlickr sono disponibili foto e video della Visita d’Animazione.

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    • Italia – Traslazione delle salme dei Successori di Don Bosco a Valdocco
      Italia – Traslazione delle salme dei Successori di Don Bosco a Valdocco

      (ANS – Torino) – Nel pomeriggio di lunedì 20 novembre, sono arrivate a Valdocco le salme di Don Luigi Ricceri, Don Egidio Viganò, Don Juan Edmundo Vecchi, che rispettivamente furono il sesto, settimo e ottavo successore di Don Bosco. Le loro spoglie sono giaciute al cimitero salesiano presso le Catacombe di San Callisto, a Roma, fino al mattino di sabato 18, quando hanno iniziato il loro viaggio dalla capitale a Torino; qui una delegazione della Comunità di "Maria Ausiliatrice" ha provveduto alla sistemazione presso l’ala dedicata, nella Cappella delle Reliquie della Basilica di Maria Ausiliatrice.

      L’iniziativa, già avviata da Don Pascual Chávez Villanueva, e ancora in fase di completamento, farà sì che i loro resti giaceranno vicino a Don Bosco, a Don Michele Rua, a Don Filippo Rinaldi, e agli altri Rettori Maggiori.

      Il significato di questa traslazione risiede nella volontà di raccogliere in un unico luogo i Successori di Don Bosco con il loro padre fondatore, che oggi giace nell’urna di bronzo presso l’altare a lui dedicato all’interno del santuario mariano e che a Valdocco visse con i suoi primi confratelli e avviò la sua instancabile opera pastorale con i tanti bambini e ragazzi che giungevano nel cortile di Valdocco.

      In quel luogo, evocativo e denso di santità, ebbe concretamente inizio la Congregazione Salesiana e, grazie a quest’opera di traslazione fedeli e pellegrini potranno avere percezione immediata dell’enorme eredità storica alla quale ciascun Successore di Don Bosco e ciascun Salesiano è legato.

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      • Ghana – Edo: storia di un adolescente che ha saputo trovare la propria strada
        Ghana – Edo: storia di un adolescente che ha saputo trovare la propria strada

        (ANS – Sunyani) – Edo ha 18 anni e, come altri bambini, adolescenti e giovani del Ghana, la sua storia è stata segnata da disgregazione familiare, dall’affidamento ai nonni perché lo crescessero, lo sfruttamento minorile e la migrazione. Grazie ai Salesiani oggi ha una nuova vita e nuove prospettive per il futuro.

        I genitori di Edo sono morti quando lui era piccolo e questo, in Ghana in particolar modo, influisce profondamente sulla situazione sociale. Sebbene fosse stato inviato insieme ai suoi fratelli nella regione del Lago di Volta, la sua povera e anziana nonna non poté prendersene cura e accettò l’offerta di un pescatore perché iniziassero a lavorare. Da quel momento Edo ha smesso di andare a scuola e solo dopo diversi anni è stato salvato da una ONG che si occupa di bambini sfruttati, venendo poi affidato ai Salesiani.

        Sin dal suo arrivo presso il centro “Don Bosco Boys Home” di Sunyani fu chiaro che non amava la scuola, ma che avrebbe volentieri appreso un mestiere. Per tre anni è rimasto inserito nel programma scolastico, vivendo insieme con il resto dei bambini e degli adolescenti. Solo dopo che ha imparato bene a leggere e scrivere, i Salesiani gli hanno dato l’opportunità di seguire i corsi di falegnameria e da fabbro in un laboratorio.

        L’obiettivo di Edo è tornare al suo villaggio e avviare un’attività in proprio lì. Visita tre volte l’anno la nonna e i suoi fratelli, per non perdere il contatto con la famiglia. Oggi Edo ha trovato un modo per vivere dignitosamente e il suo tutor è soddisfatto di lui, gli dà la colazione tutti i giorni e un compenso settimanale per il lavoro che realizza.

        Con un sorriso sulle labbra, è grato a Don Bosco e ai Salesiani perché grazie a loro è consapevole che quando tornerà al suo villaggio farà il lavoro che gli piace e potrà essere il capo di se stesso. E il suo sogno è quello di aiutare altri giovani che non hanno avuto le sue stesse opportunità.

        Come ai tempi di Don Bosco, i Salesiani stipulano piccoli contratti con laboratori tecnici di vari settori e sviluppano programmi di formazione triennali grazia ai quali gli allievi possono apprendere un mestiere attraverso la pratica quotidiana.

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        • Vaticano – Concerto di Natale 2017: per i bambini del Congo e contro il cyberbullismo
          Vaticano – Concerto di Natale 2017: per i bambini del Congo e contro il cyberbullismo

          (ANS – Città del Vaticano) – Il tradizionale appuntamento del Concerto di Natale festeggia quest’anno 25 anni e per l’occasione ritorna in Vaticano, con il sostegno e il patrocinio della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Questa grande manifestazione musicale, con tanti artisti di ogni nazione, religione e cultura che canteranno insieme per un messaggio universale di fratellanza e di pace, beneficerà quest’anno due progetti: uno della Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, per la liberazione dei bambini sfruttati nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo, e l’altro della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes, per contrastare il cyberbullismo.

          Esiste un fortissimo legame tra riserve naturali e conflitti. Sul suolo della Repubblica Democratica del Congo (RDC), uno dei paesi a più basso Indice di Sviluppo Umano del mondo, è presente l’80% delle riserve mondiali di coltan, ambito dalle aziende internazionali di produzione di tecnologie, e il 47% delle riserve di cobalto, utilizzato per le batterie dei cellulari. E infatti in RDC il conflitto legato all’estrazione dei minerali preziosi dura dal 1990.

          Le conseguenze di questa situazione sono insicurezza, corruzione, violenza, migrazioni forzate, abbandono delle attività tradizionali generatrici di reddito a vantaggio del lavoro nelle miniere e del traffico illegale dei minerali gestito dai gruppi armati… E come al solito a pagare il prezzo più alto sono i più piccoli e deboli, i bambini.

          Di fronte a tale realtà la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, in collaborazione con i Salesiani dell’Ispettoria dell’Africa Centrale, ha lanciato il progetto “Lotta alla sfruttamento dei bambini lavoratori nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo Orientale”, che mira a ridurre la presenza di minori lavoratori nelle miniere delle province del Nord e del Sud Kivu e del Katanga.

          Attraverso tale progetto si prevede di allontanare dallo sfruttamento minorile circa 4.000 bambini, adolescenti e giovani. In particolare, 360 di essi, dai 6 ai 22 anni d’età, verranno inseriti nei centri salesiani di formazione professionale o reindirizzati alle scuole partner del progetto.

          Il progetto della Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, come quello a contrasto del cyberbullismo promosso da Scholas Occurrentes, sarà sostenuto tramite il ricavato della vendita dei biglietti del concerto e le donazioni dei telespettatori attraverso l’invio di sms o chiamate solidali al numero 45549 per il periodo dal 17 dicembre 2017 al 2 gennaio 2018.

          Alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, tenutasi ieri, 20 novembre, nella Sala Marconi di Radio Vaticana, hanno partecipato i principali responsabili degli enti coinvolti: mons. Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, don Tullio Orler, Presidente della Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, José Maria del Corral, Presidente di Scholas Occurrentes, e Stefania Scorpio, di Prime Time Promotions, che produce il concerto.

          Nell’occasione sono stati svelati anche i nomi di alcuni artisti che parteciperanno, del calibro di Patti Smith, Imany, Noa, Joaquín Cortes, Lola Ponce…

          Il concerto avrà luogo il prossimo 16 dicembre in Vaticano (18:30 - Aula Paolo VI) e sarà trasmesso la sera della vigilia di Natale su Canale 5.

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          • Spagna – Don Juan Carlos Pérez Godoy, SDB: “la prima emozione nasce nel cuore dell’educatore”
            Spagna – Don Juan Carlos Pérez Godoy, SDB: “la prima emozione nasce nel cuore dell’educatore”

            (ANS – Oviedo) – Le Scuole Cattoliche della Spagna – Federazione Spagnola di Religiosi e Insegnanti-Presidi dei Centri Cattolici (FERE-CECA) e Confederazione di Centri Educativi e di Gestione (EyG) – hanno tenuto a Oviedo il loro XIV Congresso, incentrato sul tema della comunicazione e della sua influenza nel campo dell’educazione. L’evento, organizzato dai responsabili delle scuole cattoliche nazionali e delle scuole cattoliche delle Asturie, ha radunato dal 16 al 18 novembre oltre 1600 persone tra presidi, insegnanti, e personalità del mondo educativo. Don Juan Carlos Pérez Godoy, SDB, Superiore dell’Ispettoria “San Giacomo Maggiore” e Presidente delle Scuole Cattoliche in Spagna, ha inaugurato e chiuso l’evento.

            Tre sono stati gli obiettivi dell’evento, come ha chiarito don Godoy: approfondire il senso di appartenenza alle scuole cattoliche; esprimere cosa sono le scuole cattoliche, farle conoscere e riconoscere dalle istituzioni pubbliche e dalla Chiesa; e riconoscere che educare è comunicare, è incontrare. “Non c’è incontro senza comunicazione e se questa vuole essere efficace deve toccare il cuore”, ha dichiarato il Salesiano, richiamando le parole che Papa Francesco che ha affidato alla Congregazione Salesiana: “stare in mezzo ai giovani, con il linguaggio che meglio capiscano, quello del cuore”.

            Da parte sua il Segretario Generale delle Scuole Cattoliche, José Maria Alvira, ha spiegato la scelta del tema del Congresso, sulla comunicazione, sottolineando che “parlare di educazione è parlare di comunicazione”, e affermando che oggi più che mai “è importante il contenuto del messaggio e come viene trasmesso tra insegnanti, studenti, famiglie”. In relazione al motto del Congresso – “Emoziona” – ha aggiunto che “la comunicazione raggiunge gli affetti” e per questo “deve essere un messaggio che suscita emozioni”.

            Carlos Robla, Segretario delle Scuole Cattoliche delle Asturie, ha detto che è stato un piacere aver vissuto i tre giorni di congresso, il quale, ha dichiarato “ci ricorda che siamo qui, che la scuola cattolica nelle Asturie c’è dalla fine del XIX secolo, quando arrivarono le prime istituzioni religiose nei bacini minerari per offrire alla popolazione l’accesso alla cultura”.

            Durante le tre giornate si sono alternati vari relatori provenienti da diverse parti d’Europa. A chiudere i lavori, nei quali è stata dimostrata l’importanza di praticare una comunicazione emotiva, che si adatti alle esigenze degli allievi e del tempo attuale, sono stati la Direttrice del XIV Congresso, Victoria Moya, e don Pérez Godoy.

            “La prima emozione nasce nel cuore dell’educatore nel contemplare in silenzio ogni singolo alunno” ha concluso il Salesiano.

            Fonte: Congreso Emociona

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            • Messico – Istituto Santa Julia: iniziati i festeggiamenti per i 125 anni di presenza salesiana
              Messico – Istituto Santa Julia: iniziati i festeggiamenti per i 125 anni di presenza salesiana

              (ANS – Città del Messico) – Sono iniziate le celebrazioni per i 125 anni di presenza salesiana in Messico e, soprattutto, di presenza salesiana nell’istituto “Santa Julia” di Città del Messico: il primo e più antico baluardo dello spirito di Don Bosco nel paese, un centro che da oltre un secolo educa i bambini e i ragazzi delle terre messicane.

              Le attività hanno avuto inizio il 6 novembre scorso, presso le strutture della scuola salesiana. Don Francisco Javier Altamirano Álvarez, SDB, Direttore della Comunità delle Scuole Metropolitane e Direttore Generale dell’istituto, ha accolto le autorità accademiche e tutte le comunità educative, che rappresentano tanti e diversi frutti di quel seme gettato in quel lontano 1892.

              Allo scoccare delle 8 del mattino si è compiuto l’atto civico, al termine del quale si è fatta memoria degli eventi che diedero origine all’invio dei primi cinque Salesiani in Messico, da parte del beato Michele Rua, I Successore di Don Bosco. Sono stati così ricordati i pionieri: don Angelo Piccono, don Raffaele Piperni, don Simone Visintainer, il Salesiano Coadiutore Pietro Tagliaferri e il chierico in formazione Agostino Osella.

              Nell’ambito dei gesti celebrativi don Altamirano ha rilasciato, con l’aiuto dei bambini della scuola, 125 palloncini – uno per ciascun anno di attività del centro – i quali, salendo in cielo hanno rappresentato tutti gli allievi ed allieve diplomati dalle scuole salesiane e gli sforzi pastorali ed educativi di tanti religiosi, laici, insegnanti e genitori che, tutti insieme, hanno contribuito alla formazione di generazioni di messicani e affidato a Dio l’educazione dei loro figli.

              All’importante anniversario era presente anche una delegazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Messico Sud, guidata da suor Beatriz Muñoz Martines, FMA, Direttrice Generale della scuola “Civilización y Cultura”. Don Altamirano ha perciò regalato a suor Muñoz un peluche a forma di tigrotto, ispirato alla mascotte dell’istituto “Santa Julia”, nonché una copia del libro celebrativo storico: “El Colegio Salesiano de Santa Julia. El más antiguo de las Obras Salesianas de México”.

              Anche gli allievi dell’istituto hanno ricevuto una copia ciascuno di tale libro, insieme ad un distintivo della scuola e alla merenda, per addolcire la festa.

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              • Vaticano – Don Rossano Sala, SDB, nominato Segretario Speciale per il Sinodo sui giovani
                Vaticano – Don Rossano Sala, SDB, nominato Segretario Speciale per il Sinodo sui giovani

                (ANS – Città del Vaticano) – Il Santo Padre Francesco ha nominato un Relatore Generale e due Segretari Speciali per il Sinodo del 2018, dedicato ai giovani: si tratta del cardinale Sérgio Rocha, arcivescovo di Brasilia, e di padre Giacomo Costa, SJ, e don Rossano Sala, SDB. Le nomine sono avvenute al termine dell’incontro del Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, svoltosi nei giorni 16-17 novembre.

                Annunciando gli incarichi, la Segreteria Generale dei Sinodo dei Vescovi ha spiegato “che la nomina di due Segretari Speciali si conforma con l’articolo 14 §3 dell’Ordo Synodi Episcoporum” (cfr. canone 348 § 2 del C.I.C.)

                Il cardinale Sérgio Rocha è stato creato cardinale da Papa Francesco nel suo terzo concistoro, che si è tenuto il 19 novembre 2016. Padre Giacomo Costa, gesuita, è direttore dal 2010 della rivista “Aggiornamenti Sociali”, ed è considerato tra le persone consultate nella stesura dell’enciclica “Laudato Si’”.

                Don Rossano Sala è salesiano dal 1992 e sacerdote dal 2000. Ha svolto il suo servizio educativo-pastorale per quattro anni nell’opera salesiana di Bologna e per sei anni come Direttore e Preside nell’opera salesiana di Brescia. Licenziato in Sacra Teologia nel 2002, presso la Facoltà Teologica Interregionale di Milano, ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia nel 2012 presso la medesima Facoltà.

                Ha insegnato “Teologia fondamentale” presso lo Studentato Teologico salesiano di Torino-Crocetta. Dal 2011 fa parte della comunità accademica dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e nel 2016 è stato nominato Direttore della rivista “Note di Pastorale Giovanile”.

                “Quest’incarico di Segretario Speciale è un segno di fiducia nei confronti della Famiglia Salesiana – ha commentato don Sala ad ANS –. È un incarico che viene dal Santo Padre per essere di aiuto e sostegno nella preparazione del Sinodo e soprattutto per accompagnare da vicino il cardinale Rocha”.

                “Sono molto grato per la fiducia mostratami dal Santo Padre, come Salesiano e soprattutto come rappresentante della Famiglia Salesiana che lavora con i giovani – ha sottolineato –. Siamo una grande famiglia che ha una pratica educativa pastorale con i giovani, un modo di stare con i giovani e uno stile per accompagnarli. Questa per me è una grande responsabilità e vi chiedo di accompagnarmi con le preghiere. Come Figli di Don Bosco, dobbiamo essere fedeli al nostro fondatore quando si tratta di un incarico che viene dal Santo Padre”.

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                • Benin – Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In aiuto alle “vidomegon”
                  Benin – Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In aiuto alle “vidomegon”

                  (ANS – Cotonou) – Si chiamano “vidomegon” e sono il retaggio di un’usanza coloniale. Anticamente erano bambine affidate dalle famiglie delle zone rurali ad un tutore, allo scopo di garantirne una migliore educazione e formazione. Ora sono piccole schiave. Vengono vendute dalle poverissime famiglie d’origine e impiegate come manodopera a basso costo. Nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che si celebra oggi, 20 novembre, tutta la Famiglia Salesiana s’impegna a ricordare che c’è ancora tanto lavoro da fare perché i diritti dei minori siano effettivamente tutelati e rispettati.

                  Le vidomegon sono vittime di violenze psicologiche e fisiche di ogni genere, vivono la loro infanzia lavorando come domestiche e cuoche presso case private e soprattutto vendendo e trasportando merci di vario genere nei mercati. È proprio lì che le vidomegon passano la loro vita, lavorando di giorno e dormendo di notte sotto i banchi, nella promiscuità più totale, sfruttate e molestate.

                  Le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) sono attive dal 2001 nel mercato “Dantokpa” di Cotonou, in Benin, il più grande di tutta l’Africa. Ormai rappresentano un punto di riferimento fondamentale nella lotta per il rispetto dei diritti dei minori nel paese. Le loro azioni sono mirate alla reintegrazione delle vidomegon nella società e nella famiglia d’origine e il primo passo di questo lungo percorso avviene proprio al mercato, nella “Baracca Vidomegon” – uno spazio di accoglienza, in cui le bambine lavoratrici possono riposarsi, chiedere aiuto, trovare un momento di spensieratezza attraverso la partecipazione ad attività ricreative.

                  Ora le suore intendono dare forma ad un altro luogo di primo intervento nei pressi di Dantokpa: un dormitorio in grado di ospitare durante la notte 70 ragazze.

                  Il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio presso la “Maison de l’Esperance”, un centro di formazione rivolto alle ragazzine che hanno già iniziato a cambiare vita. L’obiettivo principale dell’iniziativa è garantire alle piccole un luogo in cui poter dormire in totale sicurezza, ma anche attività di sensibilizzazione e sostegno. Infatti, oltre ad avere un materasso comodo a disposizione, le ragazze saranno seguite da uno psicologo e da un’assistente che le aiuteranno ad elaborare i traumi che hanno subito e soprattutto ad aprirsi al futuro per diventare panettiere, cuoche, pasticcere…

                  In questo percorso di crescita e reinserimento sociale fondamentale è il ruolo delle ragazze che già frequentano la Maison de l’Espérance, e che si sono lasciate alle spalle un passato da schiave: sono chiamate a sostenere e ad accompagnare le nuove ragazzine che saranno accolte presso il dormitorio, in un circolo virtuoso di crescita ed emancipazione.

                  Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di “Missioni Don Bosco”.

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